INTRODUZIONE

Nella Murgia, ma anche nel resto della Puglia e dell’Italia Meridionale, sono numerose le grotte dedicate a S. Angelo o a S. Michele, ritenute sinora manifestazione della diffusione del culto dell’Arcangelo Michele dopo la sua apparizione nella grotta di Monte Sant’Angelo sul Gargano nel VI secolo.

A Santeramo, il santuario di Sant’Angelo è caratterizzato da una vasta cavità carsica con accesso da una chiesa medievale, oggi inglobata in un fabbricato rurale a uso silvo-pastorale.

A partire dal 1971 don Ignazio Fraccalvieri fu il primo che, descrivendo l’invaso, illustrò il ciclo pittorico presente, segnalò la presenza di numerosi graffiti incisi sulle pareti della grotta e richiamò l’attenzione sul potenziale storico e culturale del sito.
Nel 1981, al fine di garantire la conservazione del bene, il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali acclarò il suo valore culturale con la seguente, seppur sintetica, motivazione:

“notevole documento di architettura medioevale e d’insediamento rurale dei secoli XIII-XV in provincia di Bari. Il complesso è costituito da alcuni corpi di fabbrica a piano terra coperta da volta a botte caratterizzati da un apparato murario in pietra dura locale e filari rozzamente regolari, e da grotte sottostanti contenenti tracce di affreschi bizantineggianti”.

Bisognerà tuttavia attendere i primi anni Duemila quando, grazie all’interesse dell’architetto Giuseppe Fiorentino, si costituì un gruppo di studio multidisciplinare a cui parteciparono studiosi come Roberto Caprara per l’archeologia e la paleografia, Franco dell’Aquila per la storia del territorio e del rupestre,
Domenico Caragnano per lo studio degli affreschi, Luciano Rampino per la storia locale, Umberto Ricci per una puntuale documentazione fotografica e
Giuseppe Fiorentino per lo studio delle strutture storiche architettoniche, i rilievi dell’invaso e una proposta di recupero e valorizzazione, inquadrata in un più ampio sistema territoriale nell’ambito dell’allora nascente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

La ricognizione di studio e ricerca della grotta e del sito evidenziò una intensa frequentazione e una dedicazione cristiana della grotta, attestata in particolare dalle migliaia di iscrizioni databili dal V secolo d.C. sino al XV secolo, testimonianze di un culto micaelico di primaria importanza in Puglia, e un culto delle acque di stillicidio forse già in epoca preclassica.
I contenuti scientifici del percorso espositivo derivano, in particolare, dalle suddette ricerche e dal supporto degli studiosi D. Caragnano, F. dell’Aquila, G. Fiorentino, oltre che dei soci tutti dell’Archeoclub e partner.

PROGETTO SANT’ANGELO 4.0


L’Ufficio Cultura del Comune di Santeramo in Colle, su mandato del Dirigente dott. Arturo Carone, nel maggio 2024 ha indetto il bando di co-progettazione e gestione del sito. A settembre 2024, il progetto vincitore è risultato essere il PROGETTO SANT’ANGELO 4.0 di Archeoclub d’Italia APS “don Ignazio Fraccalvieri” di Santeramo. Da ottobre 2024 sono state avviate tutte le fasi di ultimazione e propedeutiche all’apertura del centro visite, di concerto tra Archeoclub, ufficio Tecnico e ufficio Cultura di Santeramo, in una co-progettazione concreta e complementare tra varie figure e progettualità. Nella primavera del 2025, dopo ben 50 anni da quando si iniziò a discutere della sua importanza e dell’importanza di consegnare alla cittadinanza questo luogo di inestimabile valore storico e archeologico, il complesso di Sant’Angelo viene finalmente aperto al pubblico.

Rete di partenariato:
● ARCHEOCLUB D’ITALIA “DON IGNAZIO FRACCALVIERI” SANTERAMO IN COLLE (Capofila progetto)
● ALIMURGIA
● ANTROS EDITORE – MATHERA
● ARCHEOCLUB “SANTE ZIRIONI” – ACQUAVIVA DELLE FONTI
● ARCHEOGRUPPO E. JACOVELLI DI MASSAFRA
● ASSOCIAZIONE LAMALUNGA SANTERAMO
● ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO UNPLI “G.TRITTO” SANTERAMO IN COLLE
● COLLETTIVO LEN
● MUSEO DEL TERRITORIO DI PALAGIANELLO
● POLIEDRIKA APS – CASSANO DELLE MURGE
● SNONO STUDIO SRL
● TRIPECO

Sostenitori:
● PLASTIC FREE

Si ringrazia:
● SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LA CITTÀ METROPOLITANA DI BARI
● PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA – GEOPARCO UNESCO

BENEMERITI

Archeoclub Santeramo ricorda due uomini eccezionali, che con i loro studi e la loro dedizione hanno contribuito a riportare alla luce il santuario di Sant’Angelo a Santeramo.

Ignazio Fraccalvieri (1927-2013)
Nato a Santeramo in Colle (Bari).
Fu ordinato sacerdote l’11 settembre del 1949; parroco della chiesa di S. Michele Arcangelo di Palese dal 1957.
Zelante e premuroso nei vari compiti pastorali svolti, prima come parroco, nel 1980 venne incaricato presso la Basilica metropolitana di Bari come Canonico Penitenziere e poi come Confessore e Bibliotecario presso il Seminario Arcivesco vile di Bari, Canonico del Capitolo Metropolitano Primaziale di Bari e Prelato d’onore di Sua Santità.
Svelò, con impegno e passione, il valore storico, religioso e culturale del santuario di Sant’Angelo a Santeramo a partire dai primi anni Settanta. Seguì con entusiasmo il progredire degli studi e le attività dell’Archeoclub negli anni duemila.

Roberto Caprara (1930-2018)
Nato a Massafra (Taranto).
Fu eclettico glottologo, archeologo, epigrafista, paleografo, storico dell’architettura rupestre, docente di archeologia medievale.
Operò in Puglia, in Toscana e in Sardegna, ma rimase tenacemente legato alla Puglia studiando in modo innovativo le chiese rupestri e gli insediamenti dell’arco jonico-tarantino, rivalutandone la portata storica, economica e sociale.
Studiò il santuario santermano a partire dal 2004, in particolare per la lettura e interpretazione dei graffiti e iscrizioni; i suoi studi hanno contribuito in modo decisivo a riconoscere la straordinaria portata storica del santuario di Sant’Angelo quale luogo di culto e di pellegrinaggio.

 Tavole

Ti chiediamo di non copiare questo contenuto.
Torna in alto