Il progetto
Il risveglio di un patrimonio
Nel 1971, il santermano don Ignazio Fraccalvieri fu il primo a descrivere l’invaso, illustrandone il ciclo pittorico e segnalando i numerosi graffiti incisi sulle pareti. Tuttavia, il potenziale storico e culturale del sito rimase inosservato fino ai primi anni Duemila, quando l’architetto Giuseppe Fiorentino istituì un gruppo di studio multidisciplinare. Tra i collaboratori figuravano:
– Roberto Caprara
– Franco dell’Aquila
– Domenico Caragnano
– Umberto Ricci
Le ricerche hanno rivelato un’intensa frequentazione del sito, testimoniata da migliaia di iscrizioni risalenti dal V al XV secolo.
Un Progetto di Valorizzazione
Nonostante gli interventi di recupero delle strutture sovrastanti, il complesso e la grotta sono rimasti a lungo non fruibili, causando delusione tra cittadini, turisti e la comunità scientifica. Oggi, il progetto di valorizzazione del Santuario di Sant’Angelo si propone di:
– Rilanciare il patrimonio culturale e turistico: trasformare il sito in una risorsa per il rilancio economico dell’area.
– Integrare soluzioni innovative: installazione di totem informativi, pannelli, videoproiezioni e restauro virtuale degli elementi pittorici.
– Promuovere la conoscenza del territorio: organizzare laboratori didattici, seminari e visite guidate/autonome, evidenziando la storia rupestre, il culto di Sant’Angelo, i tratturi e la transumanza.
– Creare un polo museale e didattico: valorizzare gli ambienti sovrastanti, in sinergia con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, per attrarre non solo turisti e camminatori del Cammino Materano, ma anche la popolazione locale.
Promozione e coinvolgimento
Una fase cruciale del progetto è dedicata alla promozione turistica e culturale del santuario, attraverso:
– Allestimenti museali e materiale informativo.
– Canali social e seminari divulgativi.
– Laboratori didattici per scuole di ogni ordine e grado.
L’obiettivo è trasformare il santuario in un punto di riferimento culturale, in grado di far rivivere la storia e il patrimonio spirituale della Puglia e dell’Alta Murgia.