LA CHIESA

La chiesa, di pianta rettangolare, misura esternamente 8,39 m per 16,11 m. Il paramento murario si presenta apparecchiato con blocchi accuratamente squadrati, con minimi giunti di malta, diversamente dagli altri spazi del complesso architettonico.
L’ingresso originario è situato a sud-ovest ove è stato inglobato nelle altre costruzioni. Il portale è attualmente privo di elementi decorativi, ma i risarcimenti della cortina muraria sovrastante con una apparecchiatura “a opera incerta” in contrasto con la sagoma in “opera regolare” lasciano pensare che la porta fosse sormontata da un protiro semicircolare o da un arco lunato.
Superata la porta si entra nel nartece, tripartito da due arconi poggianti verso l’ingresso su due semipilastri e dalla parte opposta su due pilastri. Anche gli arconi, a tutto sesto e profilo leggermente rialzato, rivelano, nella loro perfetta stereotomia della forma, la stessa cura del paramento murario.
Il riuso degli ambienti per finalità silvo-pastorali ha comportato la modifica della spazialità interna, in particolare mediante la separazione del nartece dall’aula.
Nell’area presbiterale, sulla parete meridionale della chiesa, si apre l’ingresso dell’ipogeo.
L’impianto ecclesiale è tipologicamente affine alle chiese bicellulari con cupola in asse, anche se una serie di indizi fanno ipotizzare la presenza di una sola cellula cupolata in corrispondenza del santuario e della discesa alla grotta.
Alcune evidenti soluzioni formali come la pianta dell’abside, la grande attenzione rivolta alla stereotomia delle forme, l’impianto bicellulare, collocherebbero la chiesa di S. Angelo intorno alla metà del XII secolo.
Interessanti confronti sono la chiesa di S. Valentino a Bitonto (XI sec), la chiesa di S. Rocco a Turi (XII sec.), la chiesa di Ognissanti a Valenzano (1080) o ancora la chiesa di Santa Margherita a Bisceglie (1198).

Tavole

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