IL CULTO DELLE ACQUE

Il culto dell’acqua è antico quanto l’uomo, al quale dovette apparire opera divina la presenza di acqua in grotte ubicate in aree povere o addirittura prive di acque superficiali.

Numerose sono le grotte nelle quali è attestato un culto delle acque preistorico, protostorico o di epoca classica, poi cristianizzato con dedicazione a San Michele.

La presenza delle acque nella grotta di Santeramo in Colle induce a pensare che in essa vi fosse praticato un intenso culto delle acque di stillicidio, tramite abluzioni. Usuale doveva essere anche il prelievo dell’acqua che i pellegrini accorsi portavano via con apposite borracce.

Il culto delle acque in grotta è ben documentato in numerosi santuari di Puglia e Basilicata: Rossano di Vaglio, Chiaromonte, Sant’Angelo al Raparo, San Michele a Monticchio, Moliterno, Venosa.

Ricordiamo anche il Sant’Angelo in Grotta (Isernia), ov’è un pozzo per la raccolta dell’acqua di stillicidio, e Sant’Angelo delle Ripe, detto anche Romitorio di San Michele, che è la più vasta grotta
abruzzese dedicata al culto dell’Arcangelo e dalla quale provengono numerosi reperti preistorici.

L’acqua di stillicidio si raccoglieva non solo nel laghetto posto sul fondo del secondo corridoio, ma anche in una serie di vaschette alla base delle pareti.
L’intensa frequentazione, attestata dalle centinaia di graffiti presenti, lasciano supporre che la grotta santermana fosse oggetto di interesse già in epoca classica o preclassica e che in essa vi fosse praticato un intenso culto delle acque di stillicidio, basato probabilmente sulla “fiducia” nelle acque “salutifere”.

 

Il contatto con la roccia delle pareti, da cui stillava acqua sacra, avrebbe guidato il pellegrino lungo il suo percorso; alla roccia si sarebbe aggrappato per trovare stabilità e sicurezza in un percorso spesso scivoloso; sulla roccia avrebbe inciso il proprio nome o semplicemente una croce o un simbolo, a testimonianza del proprio passaggio o per invocare la protezione divina.
Le pareti della grotta conservano numerosissime iscrizioni, molte delle quali sovrapposte l’una all’altra in maniera inestricabile, quasi che l’atto dello scrivere assolvesse la sua funzione di gesto rituale di dedica.
La presenza di numerose zone delle pareti lisce, a causa evidentemente di un intenso contatto (il contatto delle superfici rocciose comporta da un lato la lisciatura delle stesse, dall’altro il deposito di grassi con conseguente alterazione della calcificazione propria del fenomeno carsico), lascia supporre che l’atto stesso di toccare la roccia fosse un vero e proprio gesto rituale che consentiva di ottenere una partecipazione materiale diretta di vicinanza ed appartenenza.

GRAFFITI E ISCRIZIONI

Di estremo interesse sono le centinaia di iscrizioni di croci, nomi, simboli, invocazioni, con cui i fedeli richiedevano la protezione divina o semplicemente desideravano lasciare una testimonianza della propria presenza in questo sacra grotta.
Proprio la loro numerosità denota la grande frequentazione del sito.
Il segno che più comunemente si trova qui, come in altri santuari di pellegrinaggio, è la croce.

Rappresentava l’affermazione della identità cristiana del devoto, ma dobbiamo anche pensare al grado di alfabetizzazione: erano poche le persone in grado di leggere e scrivere. Per coloro la firma avveniva mediante l’apposizione di una croce anche nei documenti.

CROCI MONOGRAMMATICHE

Datare una croce graffita è una impresa assai ardua.
Alcune, come le croci monogrammatiche presenti nell’antro, secondo la prevalente dottrina si affermerebbero a Roma nella seconda metà del IV secolo, ma in genere non s’incontra dopo il V secolo, fornendo un importante riferimento cronologico per il santuario di Santeramo.

Le croci monogrammatiche presenti nella grotta sono di estremo interesse in quanto, secondo la prevalente dottrina si affermerebbero a Roma nella seconda metà del IV secolo, ma in genere non s’incontrano dopo il V secolo, fornendo un importante riferimento cronologico per il santuario di Sant’Angelo a Santeramo in Colle.

Gli apografi dei graffiti qui riprodotti rappresentano solo una piccola selezione di quelli presenti sulle pareti della Grotta di Sant’Angelo.
Sono normalmente di dimensioni estremamente ridotte e qui riproposti ingranditi fuori scala.

I NOMI E LE RICHIESTE DEI PELLEGRINI

Il pellegrino chiedeva la protezione divina.
L’invocazione che più di tutte ricorre è mem(ento) d(omine):
«Ricordati, Signore», presente anche nel corrispettivo greco, che attesta la frequentazione della grotta da parte di ellenofoni.

Ma non mancano anche richieste rivolte agli altri pellegrini, affinché preghino per lui o per i propri cari defunti:

«Ricordatevi di Mafredo (figlio) di Lupo e del nipote Eliseo. Sono presente io Nandolfo»

«Ricordatevi di Germano»

«Ricordatevi di Mamberto (figlio) di don Onorio»

Conosciamo ancora il nome di altri pellegrini:

  • Colaus (ovvero Nicola)
  • Sabino
  • Vitale
  • Bella Bella

PROGETTO SANT’ANGELO 4.0

Procedura di co-progettazione indetta dal Comune di Santeramo in Colle, con Delibera n. 81 del 18/06/2024 e con Determina n. 1196 del 16/07/2024, per la
valorizzazione del complesso della Grotta di Sant’Angelo e per l’individuazione di un organismo del Terzo Settore concessionario del sito.
Amministrazione:
● Comune di Santeramo in Colle

Determina di concessione:
● Determinazione 3^ SETTORE SERVIZI SOCIO CULTURALI nr.555 del 24/09/2024

Capofila progetto:
● ARCHEOCLUB D’ITALIA APS “DON IGNAZIO FRACCALVIERI” DI SANTERAMO IN COLLE

Partner:

  •  ALIMURGIA
  • ANTROS EDITORE – MATHERA
  • ARCHEOCLUB “SANTE ZIRIONI” DI ACQUAVIVA DELLE FONTI
  • ARCHEOGRUPPO E. JACOVELLI DI MASSAFRA
  • ASSOCIAZIONE LAMALUNGA SANTERAMO
  • ASSOCIAZIONE TURISTICA PROLOCO UNPLI “G. TRITTO” SANTERAMO IN COLLE
  • COLLETTIVO LEN
  • MUSEO DEL TERRITORIO DI PALAGIANELLO
  • POLIEDRIKA APS – CASSANO DELLE MURGE
  • SNONO STUDIO SRL
  • TRIPECO

Sostenitori:

  • PLASTIC FREE

Gruppo di lavoro dei contenuti espositivi:

  • ROBERTO CAPRARA (†): Iscrizioni e graffiti, Archeologia rupestre e medievale, Culto micaelico
  • DOMENICO CARAGNANO: Decorazione pittorica, Storia dell’arte, Archeologia rupestre e medievale
  • FRANCO DELL’AQUILA: Storia del territorio, Speleologia, Archeologia rupestre e medievale, Culto micaelico
  • GIUSEPPE FIORENTINO: Coordinamento scientifico del programma espositivo, Inquadramento territoriale e ambientale, Storia dell’architettura, Tutela ambientale, Conservazione e valorizzazione
  • VINCENZO IANNUZZI: Geologia

Gruppo di lavoro dell’allestimento:

  • GIUSEPPE FIORENTINO: coordinamento, progetto espositivo e allestimento, progetto grafico preliminare pannelli illustrativi, logotipo
  • ANASTASIA LAZAZZERA: sistemi espositivi, pannelli retroilluminati, totem e segnaletica esterna
  • MICHELE PETRUZZELLI: progetto grafico esecutivo dei pannelli illustrativi e cartellonistica

Volontari:
tutti i volontari dell’Archeoclub d’Italia “don Ignazio Fraccalvieri” APS e delle associazioni partner che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e curato gli aspetti comunicativi, e in particolare

  • IRENE CAPURSO BARBERIO
  • GIUSEPPE DOTE
  • MARZIA FIORENTINO
  • LUCA LEONE
  • FILIPPO NATUZZI
  • MICHELE PETRUZZELLI
  • LETIZIA SCALERA
  • MARCO SIMONE
  • GIANLUCA STASOLLA

Sponsor:

  • SNONO STUDIO: Modelli tridimensionali tattili, pannelli braille, realtà virtuale
  • LATTONERIA LAZAZZERA SRL: Supporti espositivi, pannelli retroilluminati, segnaletica e totem
  • BALDASSARRE TIPOGRAFI: Stampa pannelli illustrativi e cartellonistica
  • BCC SANTERAMO IN COLLE: Restauro virtuale decorazione pittorica

Il direttivo dell’Archeoclub d’Italia APS “don Ignazio Fraccalvieri” di Santeramo ringrazia i partner che hanno creduto e aderito al progetto, il gruppo di lavoro che ha curato i contenuti espositivi e l’allestimento, i volontari tutti, gli sponsor e le amministrazioni coinvolte, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia – Geoparco Unesco.
Grazie di cuore

Il presidente dell’Archeoclub d’Italia APS “don Ignazio Fraccalvieri”
Coordinatore progetto Sant’Angelo 4.0
Antonio Laselva

L’attività dei partner, dei volontari, dei componenti del Gruppo di Lavoro è stata resa a titolo gratuito nel comune intento di garantire la conservazione e fruizione del sito alla comunità, promuovere la conoscenza delle emergenze culturali e ambientali dell’Alta Murgia, rendere omaggio agli studiosi che in vita si sono interessati al monumento; con l’auspicio di stimolare al contempo ulteriori iniziative e ricerche per la conoscenza del santuario di Sant’Angelo a Santeramo.

Tavole

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