I CHIROTTERI
I Chirotteri, meglio conosciuti come pipistrelli, rappresentano un terzo delle specie dei mammiferi italiani.
Occupano un ruolo ecologico fondamentale in quanto predatori notturni di insetti: un individuo è in grado di mangiare fino a 3000 insetti in una sola notte (circa 10 Kg di insetti per colonia ogni notte). I chirotteri sono gli unici Mammiferi alati e capaci di volare; l’ala consiste in una membrana cutanea tesa fra i lati del corpo e gli arti posteriore e anteriore, quest’ultimo estremamente allungato soprattutto in corrispondenza della mano. I chirotteri riposano a testa in giù; le dita delle zampe posteriori sono dotate di unghie molto acuminate, che permettono al pipistrello di agganciarsi a qualsiasi piccola asperità.
Si orientano nella notte utilizzando un sistema di ecolocazione: emettono ultrasuoni che, come un segnale sonar, rimbalzano sugli ostacoli e sulle prede tornando all’animale; in questo modo riescono a localizzare gli oggetti circostanti.
Nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia sono presenti 13 specie, ripartite nelle famiglie dei Rinolofidi, Vespertilionidi, Miniotteridi e Molossidi.
Anche nella grotta di Sant’Angelo sono presenti chirotteri della specie Rhinolophus ferrimequinum (ferro di cavallo maggiore).
LA TUTELA DEI CHIROTTERI
A causa delle alterazioni ambientali provocate dall’uomo sono divenuti uno dei gruppi faunistici più minacciati.
In Italia i Chirotteri, di tutte le specie, sono tutelati da Leggi nazionali e da Direttive e Convenzioni Internazionali.
È vietato abbattere, catturare, detenere e commerciare esemplari di qualsiasi specie di Chirottero italiano (artt. 21 e 30 della L. 157/92; art. III del Bat Agreement – EUROBATS; art. 6 della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/1997 e ss.mm.). Le violazioni sono sanzionate penalmente in base all’art. 30 della L. 157/92 e alle successive integrazioni.
È inoltre vietato arrecare disturbo agli esemplari, in particolare durante le varie fasi del periodo riproduttivo e durante l’ibernazione, nonché alterare o distruggere i siti di rifugio (art. 6, cap. III della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/97 modificato con D.P.R. 120/2003). Relativamente a quest’ultimo aspetto, sono citati i “siti di riproduzione”, “di sosta” e “di riposo”, e quindi tutte le tipologie di siti di rifugio utilizzate dai Chirotteri risultano interessate dalla disposizione.
LE SANZIONI
Per le violazioni a tali norme non sono previste sanzioni specifiche, ma comportamenti tali da causare un danno ambientale “significativo” possono essere sanzionati con riferimento alla normativa sul danno ambientale, che si applica a tutte le specie italiane di Chirotteri (Direttiva 2004/35/CE, “Responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale” resa esecutiva in Italia dal D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.).
Inoltre la Direttiva 2008/99/CE del 19 novembre 2008 “sulla tutela penale dell’ambiente”, attuata col D.Lgs. n°121 del 7 luglio 2011, basata sulla Direttiva 2004/35/CE, istituisce un numero di reati gravi ai danni dell’ambiente e obbliga gli Stati membri a prevedere, nella loro legislazione nazionale, sanzioni penali in relazione a gravi violazioni delle disposizioni del diritto comunitario in materia di tutela dell’ambiente.
PIPISTRELLI ED EDIFICI STORICO-MONUMENTALI
Data l’importanza che gli edifici e i siti che fanno parte del patrimonio culturale rivestono per la conservazione dei Chirotteri, si sottolinea l’importanza che all’interno di tali ambiti venga garantita l’applicazione delle norme di tutela citate per i siti di rifugio. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) non reca disposizioni specifiche relativamente ai Chirotteri, tuttavia, riconosce i valori naturali quali elementi che concorrono all’individuazione dei beni da tutelare.
Più in generale, legislazione ambientale e legislazione relativa al patrimonio culturale mirano al comune obiettivo fondamentale della conservazione del patrimonio “a beneficio delle generazioni presenti e future”.
A fronte di tali motivazioni il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rispettivamente attraverso la Direzione generale per la protezione della natura e la Direzione per i beni architettonici e paesaggistici, hanno siglato nel 2006 un Protocollo biennale d’Intesa per la redazione di Linee guida per la conservazione dei chirotteri negli edifici, da realizzare con la collaborazione del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri.
Questo protocollo è sfociato nella pubblicazione delle Linee guida per la conservazione dei chirotteri nelle costruzioni antropiche e la risoluzione degli aspetti conflittuali connessi.
Nel rispetto di tutte le misure di conservazione per i chirotteri di cui al Regolamento Regionale n. 06/2016, in particolare è fatto divieto di accedere alla grotta nel periodo tra l’1 novembre e il 31 marzo, in coincidenza con il periodo di ibernazione dei chirotteri, e tra il 15 maggio e il 15 agosto, in coincidenza con il periodo riproduttivo, salvo per l’attività di ricerca e studio debitamente autorizzate dall’Ente Gestore in quanto l’uso e la gestione del manufatto nella parte relativa alla grotta deve avvenire in modo da non arrecare disturbo alla chirotterofauna.
Tavole
- Tavola 101 – INTRODUZIONE – PROGETTO SANT’ANGELO 4.0 – BENEMERITI
- Tavola 102 – SANT’ANGELO DEL LAGO TRAVATO – TOPONOMASTICA E PRESENZA LONGOBARDA
- Tavola 103 – VIABILITÀ ANTICA – VIAGGIARE NEL PASSATO
- Tavola 104 – GEOLOGIA E CARSISMO – LE FORME DEL RUPESTRE TRA PUGLIA E MATERA – LA GROTTA DI SANT’ANGELO
- Tavola 105 – LA NAVE
- Tavola 106 – LA CHIESA
- Tavola 107 – GROTTE NATURALI IN PUGLIA DEDICATE ALL’ARCANGELO MICHELE
- Tavola 108 – L’INGRESSO DELLA GROTTA
- Tavola 109 – L’ISCRIZIONE DI BELLA BELLA
- Tavola 110 – PAVIMENTAZIONE E PERCORSI – LUMI E LUCERNE
- Tavola 111 – PELLEGRINI, EDIFICI E LUOGHI DI ACCOGLIENZA – PASTORI E TRANSUMANZA
- Tavola 112 – IL CULTO DELLE ACQUE – GRAFFITI E ISCRIZIONI – CROCI MONOGRAMMATICHE – I NOMI E LE RICHIESTE DEI PELLEGRINI – PROGETTO SANT’ANGELO 4.0
- Tavola 114A – LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO E CRISTO PANTOCRATORE
- Tavola 115 – L’ARCANGELO MICHELE CHE TRAFIGGE IL DRAGO
- Tavola 116 – VERGINE COL BAMBINO FRA L’ARCANGELO MICHELE E S. GIOVANNI BATTISTA